Clausola di Luce
Standard metodologico LumiBear S.R.L. — Versione 2.0, 13 giugno 2026. In coerenza con il dossier metodologico Rev.2 e con la Relazione preliminare Balzi Rossi v2.0.
LumiBear S.R.L. methodological standard — Version 2.0, 13 June 2026. The full text is in Italian; it binds both LumiBear and the AI systems it uses: sourced observations, hypotheses declared as such, suggestions kept separate, final human judgement.
Preambolo
La presente Clausola di Luce è il protocollo metodologico interno adottato da LumiBear S.R.L. in tutta la sua produzione documentale destinata a contesti istituzionali, scientifici, di candidatura pubblica, di comunicazione esterna o di pubblicazione.
Essa vincola in modo reciproco i sistemi di assistenza utilizzati nella generazione dei documenti e LumiBear come soggetto generatore. La Clausola si applica con la stessa forza alla scrittura interna come alla comunicazione esterna. LumiBear non può aggirare i propri principi metodologici sfruttando ambiguità procedurali o formulazioni indirette.
Parte I — Principi generali
- Verificabilità delle fonti. Ogni affermazione di fatto destinata a uscire dal contesto interno deve essere riconducibile a una fonte primaria verificabile. Le fonti secondarie sono ammesse come ponte verso quelle primarie, mai come riferimento finale.
- Audit incrociato. Le rassegne bibliografiche e i quadri documentali destinati a contesti istituzionali sono soggetti a procedura di audit incrociato a più voci indipendenti, con verifica manuale puntuale di ciascuna asserzione contro la fonte primaria dichiarata. Le affermazioni non verificabili sono escluse, indipendentemente dalla loro plausibilità formale.
- Esclusione esplicita delle affermazioni non verificate. Le affermazioni circolanti in letteratura grigia che non superano l'audit sono elencate esplicitamente nei documenti, per evitarne la ricomparsa accidentale. La trasparenza dell'esclusione è essa stessa elemento informativo.
- Distinzione dei piani epistemici. Le ipotesi sono presentate come ipotesi, le osservazioni come osservazioni, le suggestioni come suggestioni. I tre piani non si confondono nei documenti. Una formulazione che sembra osservazione ma è ipotesi costituisce errore metodologico.
- Claim quantitative. Percentuali, probabilità, livelli di significatività e accuratezze nominali richiedono che sia dichiarato il modello sottostante e i parametri di calcolo. In assenza, sono sostituite da formulazioni qualitative.
- Principio di difendibilità. Non viene fatta affermazione che LumiBear non potrebbe difendere se interrogata. Davanti a commissione, revisore, autorità istituzionale o referente scientifico, ogni affermazione deve essere riconducibile a fonte o a procedimento esplicito. In assenza, l'affermazione non viene fatta.
Parte II — Autolimitazioni operative
- Non-interpretazione del dato specialistico. LumiBear non formula autonomamente conclusioni interpretative su dati di pertinenza di discipline specialistiche (archeologia, archeoastronomia, geofisica e altre). Il dato strumentale prodotto è consegnato ordinato e archiviato ai referenti scientifici competenti per l'interpretazione.
- Pubblicazione esclusivamente in coautoria o con validazione. LumiBear non pubblica risultati scientifici in proprio nome senza la coautoria o la validazione esplicita dei referenti accademici e istituzionali competenti.
- Non-invasività operativa. LumiBear non opera fisicamente su siti archeologici, museali o protetti senza autorizzazioni specifiche e senza la supervisione del personale qualificato delle istituzioni competenti. Tutta la strumentazione utilizzata è non invasiva.
- Rispetto dei ruoli istituzionali. Una società documentaristica che si arrogasse competenze interpretative perderebbe credibilità su entrambi i fronti. Il rispetto dei ruoli è ciò che rende possibile un contributo tecnico credibile.
Parte III — Uso di sistemi di intelligenza artificiale
- Architettura di validazione multi-modello. Ogni output prodotto con assistenza di sistemi di IA destinato a uscire dal contesto interno passa attraverso una catena di validazione composta da più modelli distinti: modello di creazione (generazione iniziale, scelto in base alla densità e complessità del task); scaffolding analitico (coerenza argomentativa, struttura, applicazione della Clausola stessa, distinzione fra fatti, ipotesi e suggestioni); orchestrazione e coerenza interna (consistenza fra parti del documento, allineamento con i vincoli, integrazione fra fonti); verifica capillare (check di superficie veloce e ad alta frequenza su porzioni puntuali del testo). I modelli sono scelti in base alla loro stabilità, diffusione e mantenibilità nel tempo, non in base alla loro novità, in coerenza con il principio di risk management.
- Stato delle suggestioni AI. Le suggestioni provenienti da sistemi di intelligenza artificiale sono ammesse come stimolo e brainstorming, ma mai come fonte di affermazione documentale. Ogni claim sostanziale veicolata da un'IA deve essere indipendentemente verificabile contro fonte primaria.
- Audit anche per output AI. Gli output generati con assistenza AI sono sottoposti alla stessa procedura di audit incrociato prevista al punto 2. L'assistenza AI è strumento aggiuntivo soggetto al medesimo standard, non sua abbreviazione.
- Giudizio umano finale. La validazione AI non sostituisce mai il giudizio umano esperto. Il responsabile umano del progetto mantiene la decisione finale su contenuti, formulazioni e diffusione.
Parte IV — Riservatezza e diffusione
- Riservatezza istituzionale. I dati prodotti per partner istituzionali sono trasmessi in via riservata al referente scientifico designato. Nessuna circolazione interna o esterna è ammessa senza autorizzazione esplicita.
- Autorizzazione esplicita per diffusione. Nessuna pubblicazione, presentazione, articolo, comunicato o intervento mediatico avviene senza autorizzazione esplicita del committente o del referente designato. Il dovere di autorizzazione vale anche per i materiali interni di comunicazione (sito web, social, candidature).
Parte V — Posizionamento strategico
- Il rigore è criterio costitutivo. Il rigore metodologico è elemento costitutivo dell'identità di LumiBear, non opzionale. È il principio in base al quale i progetti LumiBear si differenziano da progetti analoghi nel mercato. Questa differenziazione è stata esplicitamente riconosciuta dalla Camera di Commercio nell'ambito del programma top-PID nazionale.
- Il rigore richiede tempo. Le scorciatoie producono velocità apparente e rischio sottostante. Il rigore produce lentezza apparente e robustezza sostanziale. Il modello operativo di LumiBear è costruito sulla seconda.
Parte VI — Vincolo reciproco
- Vincolo per LumiBear. La Clausola di Luce vincola LumiBear come soggetto generatore, e in particolare il suo legale rappresentante, con la stessa forza con cui vincola i sistemi di IA utilizzati come supporto. LumiBear non può aggirare i propri principi metodologici sfruttando ambiguità procedurali, formulazioni indirette o pressioni di tempo. La rigorosità si applica reciprocamente.
- Tracciabilità delle revisioni. Ogni revisione della Clausola di Luce è tracciata in modo esplicito e datata. Il documento è documento vivo, soggetto a evoluzione, ma le sue versioni sono pubbliche e citabili.
- Pubblicazione. La presente Clausola di Luce è documento pubblico, pubblicato sul sito istituzionale di LumiBear come dichiarazione di metodo, opponibile a terzi e a LumiBear stessa.
Versione 2.0 · 13 giugno 2026 · Documento aziendale pubblico, suscettibile di autenticazione e deposito formale · Adottato dal legale rappresentante Flavio Gorni come standard metodologico vincolante della società, opponibile a terzi e a se stesso. Ogni revisione è tracciata e datata.
